I consumi energetici, nonostante la crisi scoppiata nel 2008, continueranno a crescere. Nel prossimo ventennio la richiesta energetica mondiale aumenterà di oltre il 50% e l’espansione più rapida sarà osservata nei Paesi in via di sviluppo.
Oggi oltre l’80% dell’energia primaria proviene da combustibili fossili. Tali fonti, seppur non rinnovabili e destinate a esaurirsi, continueranno a soddisfare il fabbisogno mondiale per i prossimi decenni (le stime delle riserve elaborate da organismi internazionali parlano di 200 anni per il carbone, 60 anni per il petrolio e 40 anni per il gas[1]).
Le energie rinnovabili, infatti, si caratterizzano ancora per i costi troppo elevati e l’efficienza troppo bassa per contribuire in modo significativo al soddisfacimento della domanda energetica. Lo sviluppo di centrali nucleari è invece messo in discussione a causa delle preoccupazioni, particolarmente avvertite vicino a questo genere di impianti, sulla sicurezza e sulla gestione delle scorie.
La sfida attuale si gioca quindi sul campo dell’efficienza: sostituire centrali obsolete e inquinanti con impianti moderni a basso consumo e limitati effetti ambientali.
E’ velleitario e fuorviante pensare che in futuro il fabbisogno energetico possa essere soddisfatto da una sola fonte: è necessario quindi promuovere una diversificazione delle risorse utilizzate per favorire un mix energetico equilibrato che comporti una graduale riduzione della dipendenza dagli idrocarburi.
[1] Fonte: BP, 2009